29) Marcuse. I meriti di Freud.
Marcuse afferma che Freud ha avuto il merito di restituire
all'immaginazione i suoi diritti. Essa riconcilia il desiderio con
la realizzazione, la felicit con la ragione. L'immaginazione
inoltre realizza l'opera d'arte, che  godimento e libert.
H. Marcuse, Eros e civilt (pagine 365-369).

 La metapsicologia di Freud restituisce all'immaginazione i suoi
diritti. Come processo psichico fondamentale e indipendente, la
fantasia ha un proprio valore di verit, che corrisponde a
un'esperienza propria - il superamento cio della realt umana
antagonistica. L'immaginazione tende alla riconciliazione
dell'individuo col tutto, del desiderio colla realizzazione, della
felicit colla ragione. Mentre quest'armonia  stata relegata
nell'utopia dal principio della realt costituita, la fantasia
insiste nell'affermare che essa deve e pu diventate reale, che
dietro all'illusione sta vera conoscenza. Le verit
dell'immaginazione vengono realizzate per la prima volta quando la
fantasia stessa prende forma, quando crea un universo di
percezione e comprensione - un universo soggettivo e allo stesso
tempo oggettivo. Ci avviene nell' arte. L'analisi della funzione
cognitiva della fantasia diventa in questo modo analisi
dell'estetica quale scienza della bellezza: dietro la forma
estetica sta l'armonia repressa tra sensualit e ragione -
l'eterna protesta contro l'organizzazione della vita da parte
della logica del dominio, la critica al principio di prestazione.
L'arte  forse il pi visibile ritorno del represso, non
soltanto sul piano individuale ma anche su quello storico e della
specie. L'immaginazione artistica d forma al ricordo inconscio
della liberazione che fall, della promessa che fu tradita. Sotto
il dominio del principio di prestazione, l'arte oppone alla
repressione istituzionalizzata l'immagine dell'uomo come soggetto
libero. Ma in condizioni di non-libert, l'arte pu sostenere
l'immagine della libert soltanto nella negazione della non-
libert. Da quando si dest la coscienza della libert, non
esiste opera d'arte genuina che non riveli questo contenuto
archetipico: la negazione della non-libert. Vedremo in seguito
come questo contenuto venne ad assumere la forma estetica,
governata da princpi estetici. Come fenomeno estetico, la
funzione critica dell'arte sconfigge se stessa. Proprio il fatto
che l'arte dipenda dalla forma, vizia la negazione della non-
libert nell'arte. Per poter essere negata, la non-libert deve
venire rappresentata nell'opera d'arte sotto l'apparenza della
realt. Questo elemento di apparenza (Schein) assoggetta
necessariamente la realt rappresentata a norme estetiche, e la
priva quindi del suo terrore. Inoltre, la forma dell'opera d'arte
conferisce al contenuto qualit di godimento. Stile, ritmo,
misura, introducono un ordine estetico piacevole in se stesso:
esso si riconcilia col proprio contenuto. La qualit estetica del
godimento, perfino del divertimento,  stata inseparabile
dall'essenza dell'arte, per quanto tragica e intransigente sia
l'opera d'arte. L'affermazione di Aristotele dell'effetto
catartico dell'arte riassume la duplice funzione dell'arte - di
opporre e di riconciliare; di accusare e di assolvere; di
richiamare il represso e di reprimerlo nuovamente - purificato.
L'uomo pu elevare se stesso con i classici. legge e vede e sente
ribellarsi, trionfare, rinunciare o perire i propri archetipi. E
poich tutto ci ha forma estetica, egli pu goderne - e
dimenticarlo.
H. Marcuse, Eros e civilt, Einaudi, Torino, 1964, pagine 156-158.
